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Gen

Il ruolo delle Terapie Integrate in Oncologia

Intervista al Dott. Magno, Responsabile del Servizio di Terapie Integrate del Centro di Senologia del Policlinico Universitario A. Gemelli.

Dott. Stefano Magno

Ai primi di Novembre del 2016, si è svolto a Miami (USA) il 13° Congresso Internazionale della SIO (Society for Integrative Oncology), la più prestigiosa società nel campo dell’oncologia Integrata.Quali sono i dati emersi dal Congresso?

A nostro avviso, i lavori più significativi della Conferenza, a cui hanno partecipato tutti i più prestigiosi Centri oncologici nordamericani, con una buona rappresentanza dalla Cina e, in minor misura, dall’Europa, sono stati incentrati sulle seguenti tematiche:

  • ricerca di base e clinica relativa all’impiego, basato su evidenze, di sostanze naturali nel supporto alle pazienti oncologiche, tra cui zenzero, curcumina, cannabis.
  • Diete a base vegetale ed integrale in grado di ridurre significativamente la fatigue chemio-indotta e migliorare il sonno in studi randomizzati controllati di fase II
  • Impiego della musicoterapia per il controllo del dolore in pazienti pediatrici con neuroblastoma al MSKCC di New York
  • Software di identificazione di interazioni farmacologiche tra farmaci anti-tumorali, integratori e supplementi naturali presenti sul mercato
  • Massaggio terapeutico e discipline body-mind nel contenimento del distress durante i trattamenti chemioterapici

Peraltro, questi temi sono stati recentemente evidenziati dall’American Society of Clinical Oncology (ASCO) e riportati sul sito.

Come sta cambiando l’approccio alla malattia?

Il tumore è una malattia multifattoriale, di cui conosciamo oggi le basi genetiche ed i profili biomolecolari, che ci consentono di identificare bersagli terapeutici sempre più selettivi. Inoltre, è sempre più chiaro il ruolo del sistema immunitario dell’ospite nella prevenzione e nel trattamento delle neoplasie (immunoterapie). Ad una maggiore conoscenza della patologia tumorale, quindi, deve essere associato un valido supporto alla persona affetta da tumore, attraverso stili di vita sani e discipline complementari validate che migliorino le risorse innate del soggetto. Infine, la donna deve essere coinvolta attivamente nel processo di cura attraverso un proficuo dialogo con i curanti ed una condivisione della strategia terapeutica (il cosiddetto empowerment). Questo approccio configura una nuova Medicina di Precisione, centrata sulla persona affetta da tumore, piuttosto che sulla sua malattia.

Quali sono le prospettive delle terapie integrate per i prossimi anni?

In Europa e negli Stati Uniti, negli ultimi vent’anni, l’impiego delle terapie complementari ha mostrato un costante aumento: negli USA, 62 pazienti su 100 vi fanno ricorso e la soddisfazione degli utenti è superiore all’80%. Una tale richiesta, unita alle sempre maggiori prove di efficacia basate su evidenze scientifiche, ha spinto tutti i maggiori centri oncologici degli Stati Uniti (Memorial Sloan-Kettering di New York, Dana Farber di Boston, MD Anderson di Houston, per citarne alcuni) ad attivare, al loro interno, un Servizio di Terapie Integrate. La ragione di un tale diffusione risiede probabilmente nella difficoltà della medicina convenzionale di dare alle pazienti risposte convincenti su sintomi di difficile soluzione (ad esempio, fatigue, insonnia e vampate di calore), con un impatto negativo sulla qualità di vita.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avviato un Piano strategico 2014-2023 per la promozione delle Medicine tradizionali ed il loro inserimento, basato su evidenze scientifiche, nei sistemi sanitari nazionali, anche in ragione della loro sostenibilità economica in epoca di forte aumento della spesa sanitaria pro-capite.

 Quali sono gli obiettivi del Servizio di Terapie Oncologiche Integrate presente all’interno del Centro di Senologia?

Il Servizio, attivo ormai dal 2014, fornisce prestazioni ambulatoriali per le pazienti oncologiche del Polo ed anche provenienti da altre strutture, con la finalità di integrare in un percorso di cura condiviso, sicuro e basato su evidenze, consulenze su stili di vita (nutrizione ed attività fisica), supporto psicologico e terapie complementari validate, in grado di migliorare la tolleranza ai trattamenti convenzionali, favorire un pieno recupero del benessere psico-fisico durante ed al termine dei trattamenti e migliorare la qualità di vita delle donne che affrontano la patologia tumorale.

Riteniamo che un percorso integrato all’interno di una struttura affidabile e prestigiosa sia il miglior deterrente contro il possibile abbandono delle terapie convenzionali, a favore di cosiddette medicine alternative al di fuori dei luoghi di cura riconosciuti.

 Cosa si aspetta una paziente che si avvicina al vostro Servizio?

La paziente che si rivolge al nostro Servizio deve avere la certezza di essere ascoltata, anche per problemi e disagi non direttamente correlati con la sua malattia. Le deve essere concessa, inoltre, la speranza di poter vedere, nella difficoltà del percorso di cura per una patologia così destabilizzante, un’occasione per rivedere i propri stili di vita e fare della malattia un’opportunità di cambiamento positivo.

Il Servizio di Terapie Oncologiche Integrate ha aperto una pagina sul social network Facebook, ci spiega il motivo di questa scelta?

Molte nostre pazienti oggi cercano informazioni di carattere sanitario su internet, che rimane una risorsa potenzialmente preziosa, ma non priva di rischi. La nostra presenza sui social network si propone come uno spazio che fornisca, per chi lo desidera, uno strumento aggiuntivo di orientamento ed aggiornamento sulle più recenti acquisizioni della medicina in questo campo, con la citazione delle fonti bibliografiche per eventuali approfondimenti. La pagina facebook è, inoltre, uno strumento di promozione di una cultura di integrazione dei saperi, purché basati su rigorose evidenze scientifiche, e di interazione con altre istituzioni, nel tentativo di creare una rete di collaborazioni e di condivisione sul web.

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